Marijuana: legalizzazione con il Governo Draghi?

È dai tempi di Marco Pannella che si parla di legalizzazione della marijuana, che progressivamente diventa sempre meno perseguita legalmente. Con il Governo Draghi e la “quasi” unità nazionale la marijuana o cannabis verrà legalizzata?

Marijuana: draghi verso la legalizzazione?

Sono ormai molti anni che diverse associazioni e parti politiche si battono perché l’uso Marijuana sia via via depenalizzato e reso accessibile per vie legali, a cominciare dagli usi terapeutici, che al momento sono concessi, seppure l’apparato statale sia in difficoltà per quel che riguarda il rifornimento e non tutte le patologie in cui potrebbe essere utile sono considerate per questo scopo.

Dopo molti tentativi potrebbe essere arrivato il momento della legalizzazione totale della Marijuana: difatti con il NextGenerationEu o Recovery Fund e i vari scostamenti di bilancio, l’asticella del debito pubblico toccherà i massimi storici, la magistratura ha grossi problemi con la lunghezza dei procedimenti giudiziari e le forze dell’ordine sono considerate in sottonumero rispetto alle esigenze.

Ma cosa ha a che fare questo con la marijuana? Perché potrebbe essere il momento buono per la legalizzazione? Perché lo chiede il mercato!

Marijuana: indizi verso una legalizzazione nel contesto del governo Draghi

Il 27 aprile di quest’anno il tribunale di Arezzo ha stabilito una sentenza storicaWalter de Benedetto, di 33 anni ed affetto da artrite reumatoide è stato assolto dopo essere stato denunciato per aver coltivato in casa marijuana in quantità eccedenti l’uso personale. “Il fatto non sussiste”, riaprendo una polemica in parlamento.

Inoltre il governo Draghi ha affidato la delega anti-droga a Fabiana Dadone, esponente del Movimento 5 Stelle e sostenitrice della legalizzazione della marijuana. Mentre la ministra della giustizia Marta Cartabia, sebbene vicina ad ambienti conservatori, è stata firmataria in passato di sentenze che criticavano la legge attuale in relazione al principio della proporzionalità.

Già nella precedente legislatura il segretario di +Europa Benedetto della Vedova aveva portato avanti un disegno di legge per la legalizzazione sostenuto da un intergruppo composto da ben 290 parlamentari, che non passò per la opposizione della parte centrista della coalizione di governo e per alcuni franchi tiratori del Partito Democratico.

La fiaccola della legalizzazione è passata ora al deputato radicale Riccardo Magi, che si pone l’obbiettivo meno ambizioso ma probabilmente più alla portata di legalizzare l’autoproduzione (di fatto legalizzando, rendendo praticamente impossibili i controlli). Al momento il DDL Magi è in attesa di calendarizzazione, ma ci sono buone ragioni di ritenere che passi, se non addirittura arrivi una piena legalizzazione.

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