Cannabis coltivata indoor, outdoor, greenhouse: Quale scegli?

Il mercato della cannabis legale è stato inondato, specialmente negli ultimi 2 anni, di una gran quantità di prodotto: cannabis coltivata indoor, in outdoor, in greenhouse, di tutte le varietà e di tutti i livelli di qualità.
Scopriamo insieme le differenze fondamentali e come  La Canapa Italiana sceglie una varietà di erba, coltivata in un certo modo piuttosto che un altro, da mettere in vendita all’interno del proprio shop

Cannabis Indoor: coltivazione a ciclo continuo

La coltivazione indoor si avvale di lampade per fornire illuminazione alla pianta e può essere effettuata in vari substrati: ovverosia terra in vaso, ma anche tramite substrati inerti come fibra di cocco o con radici a bagno in una soluzione di acqua e nutrienti, ovvero coltivazione idroponica.

PRO:

– La coltivazione indoor permette di coltivare in qualsiasi stagione e clima, indipendentemente dalla luce solare; avvalendosi di lampade infatti il coltivatore può scegliere quanta luce dare alle piante per ottenere la crescita vegetativa desiderata e per indurre la fioritura nel momento opportuno.
Questo permette di avere raccolti di Cannabis tutto l’anno in maniera continuativa.

– Il coltivatore ha un perfetto controllo dell’ambiente di coltivazione, essendo in un ambiente chiuso mancano completamente fattori esterni come pioggia, vento e grandine che potrebbero compromettere il raccolto, oltre a insetti e parassiti indesiderati. Ha inoltre un perfetto controllo dell’umidità del suo ambiente di coltivazione, situazione ideale per scongiurare l’insorgere di muffe, potenzialmente devastanti.

CONTRO:

– Il coltivatore dipende in maniera molto marcata da concimi e preparati che aiutino la crescita della pianta; infatti non affondando le sue radici nel terreno libero ma all’interno di un vaso (o di una vasca nel caso della coltivazione idroponica), la pianta userà tutti i nutrimenti presenti impoverendo il substrato in cui è posta, fino alla nuova aggiunta da parte del coltivatore. Questo presenta rischio di arrivare al raccolto con sostanze arricchenti ancora in circolo nella pianta, se non viene effettuato un adeguato periodo di riposo (anche detto flush, risciacquo) in cui alla pianta viene somministrata solo acqua senza nutrimenti, questa può presentare nel fiore conciato sapori spiacevoli, rovinando il prodotto finito.

– La coltivazione indoor è la più impattante dal punto di vista ecologico, l’utilizzo intensivo di lampade, e dunque di elettricità, farà piangere il coltivatore all’arrivo della bolletta. Ma non solo, maggiori consumi significa anche maggiore inquinamento.

– Questo massiccio utilizzo di concimi e necessità di elettricità, oltre che di acqua per irrigare, fa sì che la coltivazione indoor abbia tra i suoi contro anche il prezzo finale del prodotto: a parità di varietà e prodotto, la cannabis coltivata indoor ha un costo superiore.

Cannabis Outdoor: la coltivazione più naturale

La coltivazione di cannabis outdoor avviene, come suggerisce il nome, all’aperto: radici nel terreno, luce del sole e irrigazione per quanto possibile naturale la fanno da padroni. Il coltivatore è legato alla stagionalità della pianta, deve quindi stare attento a quando iniziare la coltivazione, non troppo presto, non troppo tardi, in base alla genetica che sta trattando per avere il risultato migliore possibile.

PRO:

– la coltivazione outdoor si avvale della lampada più potente attualmente a disposizione per chi vuole cimentarsi nella coltivazione di cannabis: il sole. Le genetiche dunque possono esprimersi al massimo, producendo una grande quantità di cannabinoidi e fitoelementi essenziali e sprigionando profumi ed effetti al massimo grado possibile in maniera del tutto naturale.

– se la coltivazione outdoor avviene su terreni naturalmente ricchi di elementi il coltivatore non avrà bisogno di concimi additivi per ottenere un risultato di alta qualità. Questo va anche a creare delle specialità e delle diversità sul territorio; per esempio, una varietà di cannabis coltivata alle pendici dell’Etna si gioverà del terreno vulcanico ricco di minerali e avrà delle qualità organolettiche speciali e specifiche della sua provenienza geografica, dissimili rispetto a quelle di una stessa pianta coltivata in un terreno differente esattamente come un pomodorino cresciuto nella terra e sotto il sole della costiera amalfitana sarà infinitamente più ricco e saporito di un pomodoro coltivato in idroponica indoor in un capannone olandese, nonostante all’aspetto sembrino uguali.

– nessuna limitazione di spazio; le piante sono libere di crescere secondo il proprio ciclo naturale e potranno svilupparsi in altezza senza le limitazioni dovute allo spazio chiuso di un’indoor.

CONTRO:

– stare all’aria aperta è croce e delizia per le coltivazioni di cannabis outdoor, infatti se da un lato abbiamo tutti gli elementi migliori per ottenere della cannabis stratosferica, dall’altro abbiamo un coltivatore che deve stare attento in caso di: temporali, grandinate, piogge eccessive, siccità estrema, parassiti, insetti, funghi, animali dannosi, inondazioni e piaghe bibliche varie ed eventuali che potrebbero rovinare nell’arco di una notte un intero raccolto.

– eventuali coltivazioni di maschi potrebbero impollinare piante femmina anche a km di distanza; il coltivatore che vuole ottenere inflorescenze prive di semi dovrà dunque valutare, in caso di coltivazioni miste di maschi e femmine, di considerare gli andamenti canonici del vento nella sua aera di coltivazione per evitare di avere piante inseminate a seguito di una folata di vento prolungata.

– Alcuni coltivatori per togliersi il problema di insetti e parassiti potrebbe pensare di irrorare la loro coltivazione con prodotti insetticidi. Se da un lato esistono molte soluzioni biologiche e non tossiche per proteggere la propria coltivazione da ospiti indesiderati, da un altro potremmo avere a che fare con coltivatori senza scrupoli che irrorano di sostanze dannose (per gli insetti, l’uomo e la natura)  solo per togliersi un problema.

Cannabis Greenhouse: una scelta di qualità

La coltivazione di cannabis in greenhouse (serra) unisce il meglio delle due tipologie descritte in precedenza; piante che sfruttano la salubre luce solare, con radici nel terreno, ma schermate da agenti esterni grazie al fatto che sono circondate da una struttura protettiva, appunto la serra.

PRO:

– tutti i pro di indoor e outdoor: protezione dal clima e fattori esterni, luce solare e piante libere di crescere in terra per ottenere il massimo potenziale naturale delle piante.

CONTRO:

– in teoria questa soluzione è priva di controindicazioni, ovviamente presupponendo che il coltivatore sia coscienzioso nell’utilizzo di concimi e additivi e faccia del suo meglio per ottenere un prodotto eccellente dal punto di vista organolettico.

Cannabis al giusto prezzo

La Canapa Italiana cerca continuamente produttori e coltivatori che puntino alla qualità.

Presupponendo di partire da genetiche o talee di alta qualità, valuta mediamente i prodotti più naturali e migliori dal punto di vista delle sostanze e dei sapori (cannabinoidi e terpeni) prodotti dalla pianta, rispetto alle stesse piante prodotte in Indoor tuttavia proposte nello shop per gli appassionati delle indoor.

Un altro fattore chiave è il prezzo, la cannabis coltivata indoor è mediamente più cara rispetto a quella coltivata Outdoor o in Greenhouse, questo si traduce in un prezzo di vendita più alto al consumatore finale che però alla fine non si rispecchia in un prodotto effettivamente migliore.

La migliore cannabis legale in Italia

La scelta de La Canapa Italiana ricade sempre su fiori di cannabis di altà qualità, la coltivazione è solo il primo passo per arrivare ad un prodotto eccellente.

Una volta coltivata la pianta dovrà essere poi trimmata (ovvero ripulita da foglie in eccesso), le inflorescenze dovranno essere essiccate in modo lento e controllato, e curate in modo da stabilizzare il prodotto per una conservazione ottimale.

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