La Sardegna regolamenta le coltivazioni di Canapa

ilsole24ore: Dalla Regione via libera alla lavorazione industriale per uso nei settori alimentare, energetico ed edile

Dall’uso alimentare al settore bioenergetico passando per la bioedilizia al contrasto del dissesto idrogeologico. Dalla Regione Sardegna arriva il primo sì alla norma che regolamenterà produzione e lavorazione di canapa industriale sativa. Nello specifico, il primo passo è stato compiuto dalla Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale che ha dato il via libera al Testo Unificato dal titolo “Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera della canapa industriale”. Un disegno di legge che mette assieme due proposte, presentate dalla maggioranza e dall’opposizione e che, dopo il passaggio finale in aula, metterà “ordine nel comparto” che in Sardegna registra una forte crescita soprattutto tra i giovani imprenditori agricoli.
Tra le finalità della legge la promozione della filiera agroindustriale e agroalimentare della canapa sativa con specifico riferimento alla sua coltivazione e trasformazione nel territorio regionale. Non a caso il prodotto, come rimarcato dalle associazioni di categoria, viene ricercato e utilizzato per la macinazione dei semi per la produzione delle farine, la spremitura per l’olio in ambito alimentare. Ci sono poi gli altri impieghi come la produzione di carburanti naturali o i filati per le tessiture. Non è comunque tutto.

Particolare valore verrà dato anche al ruolo strategico della canapa nella bonifica dei terreni inquinati, nel contrasto del dissesto idrogeologico, nella bioedilizia e nella bioenergia. “Si tratta di un provvedimento atteso da tempo – ha detto il presidente della Commissione Piero Maieli – molti giovani agricoltori stanno scommettendo su questo tipo di attività ma si scontrano spesso con difficoltà burocratiche e un eccesso di controlli dovuto a una normativa poco chiara. Questo provvedimento votato da maggioranza e opposizione farà finalmente chiarezza e darà un contributo importante a tutti gli operatori”. Tutti gli interventi riguarderanno esclusivamente la canapa sativa, prodotto non rientrante (per il suo bassissimo livello di THC, uno dei principali principi attivi della cannabis), tra le sostanze stupefacenti o psicotrope.

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