Come Viene Estratto il BHO?

In pratica, il BHO si ottiene utilizzando il butano per dissolvere ed estrarre gli ingredienti attivi (cannabinoidi, terpeni e flavonoidi) dalla pianta di cannabis. Quando il butano evapora, rimane una resina concentrata, che può essere lavorata ulteriormente per produrre le sostanze sopraelencate.

Osservando un fiore di cannabis con un microscopio o una lente da gioielliere, resterete ammaliati dal suo splendore e dalla sua complessità. La superficie del fiore è interamente ricoperta da piccole strutture trasparenti, simili a funghi, chiamate tricomi. I tricomi sono composti da una membrana cerosa, che racchiude cannabinoidi, terpeni e flavonoidi, i responsabili degli aromi, sapori ed effetti della cannabis. Molte di queste molecole non sono solubili in acqua ma possono essere dissolte in olio, gas liquido o alcol.

Per ottenere un BHO, gli estrattori “soffiano” butano liquido sui fiori di cannabis freschi o essiccati per dissolvere i tricomi e separarli dal resto del materiale vegetale. Successivamente, il materiale vegetale e il butano vengono rimossi dall’estratto, in modo che restino solamente le molecole di cannabis concentrate. Questa resina potrà essere lavorata ulteriormente per ottenere consistenze, sapori ed aromi unici.

Che Differenza C’è Tra l’Estrazione di BHO a Circuito Chiuso e l’Estrazione a Circuito Aperto?

È possibile ottenere il BHO utilizzando due diversi sistemi di estrazione: a circuito chiuso o a circuito aperto. Analizzeremo entrambi nel dettaglio e cercheremo di capire perché uno dei due è chiaramente predominante nel mercato commerciale del BHO.

  • Estrazione a Circuito Aperto

Come si può intuire dal nome, l’estrazione a circuito aperto è un sistema “aperto”, in cui i solventi, la pianta di cannabis e la resina estratta entrano in contatto con l’ambiente circostante. Ciò racchiude alcuni importanti svantaggi.

Prima di tutto, l’estrazione a circuito aperto consente ad eventuali agenti contaminanti di entrare in contatto con il butano, il materiale vegetale e l’estratto. Questo può compromettere la qualità e la purezza del prodotto finale, ma rappresenta anche un rischio per la sicurezza: il butano è infatti un materiale altamente volatile ed esplosivo, da maneggiare con estrema cautela.

I sistemi di estrazione a circuito aperto sono anche meno efficienti rispetto a quelli a circuito chiuso, poiché non sono in grado di raggiungere lo stesso livello di pressione durante il processo di irrorazione del butano. Più la pressione è elevata durante l’irrorazione, più il contatto tra butano e fiori di cannabis sarà prolungato. L’estrazione finale risulterà quindi più ricca e di migliore qualità. Inoltre, nei sistemi a circuito aperto è complicato regolare la temperatura durante il processo di estrazione e ciò comporta un notevole spreco di solvente.

A causa dei numerosi aspetti negativi associati all’estrazione a circuito aperto, i professionisti del settore hanno adottato all’unanimità il sistema di estrazione a circuito chiuso.

  • Estrazione a Circuito Chiuso

Come avrete immaginato, il sistema a circuito chiuso utilizza una procedura di estrazione completamente chiusa, eliminando gli inconvenienti presenti nel sistema a circuito aperto.

Dal momento che l’intero processo si svolge in un circuito chiuso, gli estrattori potranno realizzare un prodotto più pulito e più sicuro. I sistemi a circuito chiuso consentono inoltre di catturare, separare e riportare il solvente nella forma liquida. In questo modo, il solvente potrà essere utilizzato più volte, abbassando i costi dell’intera operazione ed aumentando i margini di profitto.

È Possibile Estrarre BHO in Casa?

Generalmente no. Il butano è una sostanza estremamente volatile e deve essere maneggiato all’interno di un laboratorio attrezzato, da professionisti capaci di completare la procedura di estrazione in piena sicurezza.

La Cannabis Deve Essere Decarbossilata Prima di Essere Sottoposta ad Estrazione con Butano?

Sì, prima dell’estrazione può essere utile decarbossilare la cannabis, per essiccare il materiale vegetale e garantire un’estrazione ottimale. Al momento dell’estrazione, il materiale vegetale dovrebbe contenere meno dell’1% di acqua, ovvero una percentuale decisamente inferiore rispetto a quella presente nelle cime disponibili in commercio (nei mercati legali, la quantità d’acqua nei fiori di cannabis è pari al 6% del peso secco). Detto questo, è possibile usare anche cannabis non decarbossilata, senza sacrificare la potenza del prodotto finale.

Cos’è la Winterizzazione?

La winterizzazione è un passaggio fondamentale nella produzione di BHO, poiché permette agli estrattori di creare concentrati più puri. Anche se può sembrare complicato, il principio base della winterizzazione è piuttosto elementare: l’estratto grezzo, non polare, viene inserito nell’estrattore e dissolto in un solvente polare (come l’etanolo, ad esempio), a temperature inferiori allo zero. Questo processo favorisce la coagulazione di sostanze come lipidi, cere e clorofilla, che possono essere separate e filtrate agevolmente in modo da ottenere un prodotto finale più puro e raffinato.

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